Nella loro “Letteratura cinese”, W. Hidema e L. Haft, all’inizio del capitolo sulla produzione letteraria del periodo che va dal 1978 al 1990, scrivono: [...Poichè lo scopo del presente volume è quello di offrire una panoramica generale della letteratura cinese dalle sue origini più remote, gli autori ritengono che sarebbe sproporzionato trattare questo periodo più recente in modo dettagliato. In ogni caso, è trascorso troppo poco tempo perché gli scrittori e le tendenze più recenti possano dimostrare di aver raggiunto o meno un'importanza durevole...].

E non c’è da stupirsi che, circa quaranta anni prima, l’insigne sinologo italiano Giuliano Bertuccioli, nel suo “La letteratura cinese” scrivesse: [La letteratura moderna cinese ha appena cinquanta anni, troppo pochi perché se ne possa dare una esposizione rigorosa e imparziale. E' difficile esprimere un giudizio su una letteratura che può dirsi ancora in formazione, su autori che appaiono come dei precursori, creatori di un nuovo stile letterario completamente diverso da quello usato per secoli...]

Appare evidente quindi quanto sia difficile giudicare il valore artistico di opere a noi contemporanee, o ipotizzare se queste potranno o meno in futuro essere considerate innovative o addirittura rivoluzionarie… Ma il mio intento non è quello di scrivere una storia della letteratura cinese bensì, come semplice lettore, è quello di mettere in evidenza il fatto come sia ancora piuttosto limitata la diffusione della letteratura cinese in Italia. Non c’è dubbio che le pubblicazioni riguardanti il Regno di mezzo siano sempre più frequenti, ma in campo letterario infiniti mondi sono ancora da scoprire, per cui…chi cerca trova…

…Recentemente ho trovato una raccolta di racconti brevi di autori Cinesi degli anni novanta (generazione nata negli anni sessanta). Questa raccolta, redatta dal giovane sinologo tedesco Frank Meinshausen, presenta notevoli elementi di interesse letterario e qualche analogia con la letteratura della prima metà del novecento.

L’uso di un linguaggio che rompe con la tradizione richiama concettualmente al manifesto della rivoluzione letteraria” degli anni venti ma in realtà rispetto a questo è evidente una differenza sostanziale. Non essendo programmatico o frutto di una operazione intellettuale, tale linguaggio appare istintivo e segue il flusso delle trasformazioni della società contemporanea in cui il mutare dei tempi, sotto il determinante influsso dei nuovi media, avviene in maniera rapidissima e continua.

Se la portata rivoluzionaria della letteratura del primo novecento cinese, dal punto di vista linguistico è stata notevolissima, tanto che ha costituito la base per la formazione del Cinese moderno, lo stesso non si può affermare per quanto riguarda questi autori di fine secolo, i quali abbandonando ogni tipo di inibizione nell’uso di termini volgari ha senz’altro perso parte della fortissima capacità allusiva presente in tutta la letteratura tradizionale cinese…

…ma questo sarà poi così certo?

In effetti sono moltissimi i nuovi modi di alludere o creare doppi sensi presenti nella lingua cinese attuale, certamente ne è cambiata la forma, molte espressioni sono più vicine o addirittura mutuate da lingue occidentali, ma ciò non toglie che questa specificità della cultura cinese sia ben lontano dal consumarsi…

Nel contenuto degli undici racconti, invece, rispetto alle opere di autori come Lu Xun, Guo Moruo, Ba Jin, trovo molto vicine la forte capacità introspettiva e un certo disagio dei personaggi, che sembrano così fortemente calati nel proprio tempo da proiettarsi al di fuori di questo, attraverso la sfera del sogno o attraverso l’autoconfessione, oppure rifiutando di conformarsi alle abitudini comuni ai propri familiari…( )

Questi autori sembrano voler catturare in una dimensione in parte senti-mentale e in parte onirica ma sempre reale, ciò che scandisce la vita…

…il tempo…

In questa nuova narrativa infatti, traspare una sorta di autoanalisi attraverso cui i personaggi, (in cui non mancano elementi autobiografici) cercano di esorcizzare gli aspetti che giudicano negativi e obsoleti presenti nella società che li circonda, di cui si sentono complici passivi loro stessi…

Un tempo quindi, che trascorre inesorabile, in cui ciò che è moderno sembra cementarsi nel riaffiorare continuo di abitudini ataviche di cui i protagonisti sono vittime e fruitori: ciò che è moderno non fa in tempo ad esser nuovo che già

ritorna antico…

Oltre naturalmente al contenuto della raccolta, è assolutamente impedibile la prefazione di Meinshausen, curatore dell’opera, il quale racconta quale bizzarro percorso lo abbia portato ad incontrare questa “nuova letteratura metropolitana”. Il suo intento principale consisteva nel portare in Europa la produzione più recente di letteratura underground, quale testimonianza di quanto fiorente ed interessante potesse essere il panorama letterario cinese dei nostri giorni.

L’espediente per rendere più appetibile e proponibile alle case editrici questo materiale è stato il comporre una raccolta di racconti brevi e non di romanzi, non solo per fornire a queste una leggibilità più scorrevole dei manoscritti stessi, ma soprattutto per offrire una più variopinta panoramica delle peculiarità di tale espressione artistica.

Ridurre le distanze:

fama e mercato, in patria e altrove…, come dire: c’è censura e censura!

Sebbene non abbiano avuto vita facile dal punto di vista editoriale (la forbice della censura non ha certo agevolato la pubblicazione delle loro opere), il fatto che siano legalmente pubblicati e distribuiti all’estero non significa che in occidente (soprattutto in Italia) pervenga poi una abbondanza di opere di autori cinesi.

Sarebbe opportuno specificare che la disponibilità esiste ma non vi è una distribuzione puntuale e molto pubblicizzata, (penso per esempio al film trionfatore a Venezia 2006, mai distribuito nelle sale italiane).

Ma questo non dipende da una avversità nei confronti della Cina, è piuttosto frutto delle leggi di mercato per cui ciò che è più redditizio (a prescindere dal contenuto) ha la precedenza. Del resto poi non è così difficile “pilotare” il gusto del grande pubblico…

Non si tratta quindi di tagli o censure, si tratta però di mettere o meno in evidenza un prodotto e distribuirlo con maggiore o minore impegno.

E poi anche se da noi, almeno così si dice, non esiste censura, provate in Italia a proporvi come giovani autori…qualcuno vi pubblicherà ma questo non vuol dire che sarete pubblicizzati…

in realtà nell’ambito della letteratura contemporanea e ancor più per quanto riguarda le arti figurative, in Cina l’aver limitato la diffusione di opere “fuori dalle righe” ha contribuito, con l’emergere di una nuova cultura underground, ad accrescere la fama di questi artisti in patria.

È paradossale l’idea che sia più facile avere accesso a traduzioni all’estero piuttosto che agli originali, ma è in ugual modo strano che in occidente, e in particolar modo in Italia, a parte la letteratura più recente, sia raro trovarsi a che fare con opere di portata enorme nella storia della cultura cinese, per esempio i quattro classici della letteratura.

Di queste opere, studiate in Cina nelle scuole e da tutti conosciute, che rivestono un ruolo molto importante nella formazione scolastica dei cinesi (come per noi la divina commedia o i promessi sposi), si trovano, in italiano, tradotti da edizioni tedesche degli anni cinquanta,“Il sogno della camera rossa” e “I briganti”. Per quanto riguarda le altre due, “lo scimmiotto” si trova in più edizioni già da alcuni anni, mentre non esiste alcuna traduzione in lingua italiana del “Romanzo dei tre regni ” (2)

Ma è incalcolabile la quantità di opere che sarebbe interessante portare nel nostro paese e che potrebbero contribuire in maniera significativa a ridurre le distanze fra le nostre culture.

Non possiamo però non sottolineare che, oltre naturalmente alla attività della editrice ISBN che si impegna fortemente nella diffusione di materiale alternativo, la sempre maggiore presenza di studiosi e appassionati (attraverso la traduzione gli uni e semplicemente parlandone gli altri) evidentemente contribuisce ad aumentare la disponibilità e l’interesse del pubblico verso ogni tipo di espressione artistica, che sia questa dell’uno o dell’altro Mondo, stimolando cosi’ l’impegno degli editori a proporre nuovo materiale…

…nonostante censura e pseudo-censura…

Tie Baozi 铁包子

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