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VICINA – Associazione culturale sportiva

Ritaglio di carta

Benvenuti su www.vicina.org, lo spazio web di VICINA, associazione culturale sportiva fondata da Tie Baozi – Alessandro Ferro e Xiu Long – Stefano Zamblera nel 2006.

L’associazione VICINA è un progetto continuo,  dedicato allo studio, alla diffusione della lingua, dell’arte, della cultura Cinese ed orientale, all’espressione libera ed indipendente delle idee di quanti si dedichino all’approfondimento di tematiche storiche, linguistiche, artistiche, antropologiche, sociologiche, ecc…

VICINA è nata inoltre nell’intento di operare per la mediazione culturale tra la cultura cinese ed orientale e la cultura occidentale, in ogni espressione ed aspetto, per incentivare, catalizzare e diffondere uno spirito di maggior interazione sociale, di interscambio ad ogni piano umano. Read the rest of this entry »

 

ELG – Emerald Lake Group, Poeti del Lago dello Smeraldo

Emerald lake

ELG - Emerald Lake (poets) Group

Il lago dello smeraldo

nutrito da un ruscello montano

l’acqua entra correndo,

e circola fresca e pulita,

entro sponde irraggiungibili,

le ninfee sono profumate

e tutti i tipi di uccelli abbondano

questo è così, come (il lago) Nanda

che si trova nei cieli,

e’ questo forse lo stesso lago Nanda

Dragan Janekovic,

il gruppo dei poeti del lago Smeraldo

Tutto è iniziato la scorsa e calda estate, con la visita inaspettata del poeta birmano Htilar Sitthu, che desiderava incontrare una rappresentativa Serba in Myanmar, e consegnare il suo famoso libro di poesie “Withered leaf from the river Mekong and other poems”.

Ricorderò per sempre il nostro primo incontro.

Poeta

Nei suoi 70 anni tardivi

Vestito con il bel costume nazionale Birmano

Basso

Gentile

Con un volto amichevole sorridente.

Quella volta egli non si trattenne a lungo, ma rimase un tempo sufficiente per potergli parlare di me e per sapere qualcosa i lui.

Spiegai lui il mio interesse nella poesia birmana e delle difficoltà che incontrai nella mia esperienza di lettura e traduzione, nella ricerca delle fonti, nello studio antologico e delle critiche.

Egli sorrise, dicendo a mezza voce…”Keep on flowing Ayeyarwady…”

…ma egli promise che mi avrebbe aiutato.

E nelle poche settimane successive, grazie al suo aiuto generoso, costituimmo il così battezzato “Emerald lake poets group”, che si prefiggeva come obiettivo lo studio dei classici birmani e della poesia moderna, nonché la raccolta e la riunione del materiale letterario per la stesura futura di un’Antologia della poesia Birmana.

Oggi i membri del gruppo “Emerald lake poets group” sono: Htilar Sitthu (U Soe Nyut), Minn Yu Wai (U Win Maung), Thu Ra Zaw, Nyunt Wai (Ka Thar, Thein Nyunt), A May Thar (Win Pe), Maung Swe New (Phyer Pon), Myay Latt Maung Myint Thu, il sottoscritto (me, cioè Dragan Janekovic) , Xiulong (cioè me Stefano Zamblera), e Rieta Rahman, giornalista e poetessa, che successivamente diverrà l’organizzatrice del capitolo della parte del Bangladesh del nostro Emerald Lake Group.

Molto presto il nostro incontro del secondo Venerdì del mese, ricorrente, divenne il giorno più felice per me, un evento pieno di buona atmosfera e di comprensione, simile ad un laboratorio di poesia.

Impiegammo i primi incontri per fissare le regole e le metodologie fondamentali per il lavoro futuro.

Il progetto consisteva nel costruire un’antologia della poesia Birmana, partendo dalle più antiche origini per risalire sino al periodo moderno (un’antologia simile ad oggi ancora non esiste e un grandissimo numero di poemi non sono  ai stati tradotti in altre lingue).

Ogni poeta avrebbe dovuto presentarsi con un minimo di 5 poesie, gli scrittori contemporanei avrebbero potuto scegliere una di esse liberamente, ma gli altri 4 poemi dovevano essere approvati da tutti gli altri membri del gruppo.

Poi quest’anno l’arrivo di Stefano, l’Italiano che vuole tradurre e diffondere la poesia e la letteratura Birmana.

Benvenuto!

Il mio cuore è colmo…

E così al nostro meeting ti ho presentato come l’Italiano, il nuovo membro del gruppo dei Poeti del Lago dello Smeraldo…

L’idea ed il progetto è quello di creare una grande antologia della poesia Birmana, dalle origini più antiche…facciamolo insieme, realizziamolo insieme, in Serbo, ed in Italiano se tu vorrai…

Dragan Janekovic &  Xiulong

 

中国武术 Zhong Guo Wu Shu – le arti marziali cinesi

Yi Bin, un giovane poliziotto e sua moglie allenano gratuitamente i bambini in uno stadio dismesso

Yi Bin, un giovane poliziotto, laureato all'Università di ed. Fisica di Chongqing, allena gratuitamente i bambini del quartiere

…se si parla della Cina…
…viene spontaneo pensare anche alle arti marziali.
Per dire la verità, noi di Chabuduo siamo stati spinti ad approfondire l’interesse per questo paese e la sua cultura proprio dalla passione per la pratica di questa arte…
Probabilmente la diffusione dei film di Kung Fu ha contribuito in maniera decisiva ad accrescere l’interesse da parte degli occidentali verso l’oriente…e certo che molta confusione si è fatta e si fa!
Nel riconoscere ciò che è originario della Cina, o del Giappone, o di altri paesi dell’Estremo Oriente…soprattutto in merito alle arti marziali.
Ma non è certo nostra pretesa istruire, né commentare, né tanto meno criticare ciò che da altri viene scritto, affermato o divulgato in merito a questo argomento.
Gli stili moderni “codificati” , (forse a discapito di una ricerca più profonda) , possiedono un carattere marcatamente estetizzato, basato sulla rapidità delle esecuzioni e incentrato sull’interesse nella difficoltà del gesto atletico. Una certa semplificazione garantisce la maggiore accessibilità dovuta e voluta per la massificazione delle discipline marziali, per così consentirne la diffusione tramite l’insegnamento di queste “nuove” discipline nelle scuole.
Oltre a garantire molteplici benefici psico-fisici non si preclude il fatto che la pratica del Wushu moderno costituisca una base formativa utilissima attraverso cui intraprendere un percorso di crescita nell’apprendimento di quest’arte.

铁包子 Tie Baozi


Il termine Wushu

Al momento della fondazione del Comitato di Preparazione della Federazione Internazionale di Wushu nel 1985 a Xi’an, il nome utilizzato nell’atto costitutivo fu Wushu, e venne stabilito che in futuro si sarebbe usata direttamente la traslitterazione cinese e non altri nomi tradotti. […]

Tuttavia l’uso del termine “Wushu” non è ancora oggi unitariamente diffuso nel mondo, ciò è dovuto in parte alla breve storia mondiale di questo sport, in parte a ragioni storiche a causa delle quali esso è stato rappresentato da altri nomi; attualmente il Wushu è chiamato Gongfu, Kungfu, Guoshu ed “Arti Marziali”.
Se sfogliamo la storia della cultura cinese possiamo vedere che le svariate forme di Wushu, in alcune migliaia di anni, sono state chiamate in moltissimi modi: tra il XX ed il VII secolo a. C. si trovano i termini
quanyong – pugni e coraggio, shoubo – combattimento con le mani, jueli – provare la forza, xianggao – sopraffarsi l’un l’altro.

Tra il 770 ed il 221 a. C. compaiono nomi come jiji – attaccare abilmente, xiangbo – combattersi, shouzhan – battagliare con le mani, wuji – arte  marziale, juedi -lottare.

In seguito si ebbero molti altri nomi, fra i quali “Wu Yi” era comunque il più usato.
La parola Wushu compare per la prima volta nel testo “Zhaoming taizi wenxuan – raccolta di scritti dell’illustre erede legittimo”, compilato da Xiao Tong (501 – 531), letterato, figlio primogenito dell’imperatore Wudi della dinastia Liang Meridionale, ma anche in seguito il termine più popolare continuò ad essere Wu Yi.
Nel 1926 la Repubblica Cinese fissò ufficialmente il nome “ Zhong Guo Wu Shu – arti marziali cinesi”, abbreviato in Guoshu – arte nazionale, ed ancora oggi a Taiwan ed in alcuni altri paesi si continua ad utilizzare questo nome.
Gli stranieri utilizzano spesso diverse traslitterazioni dei vari nomi del Wushu, come: gongfu, kungfu, guoshu, quantou, ecc… […] la parola kungfu ( o gong fu) si è diffusa nel mondo negli ultimi 30 anni al posto di Wushu.
[…] In origine la parola gongfu giunse per la prima volta in Europa circa 200 anni fa, per opera dei missionari francesi che si erano recati in Cina, ed indicava gli esercizi di conduzione del Qi ( xingqi zhi gong) dei Taoisti cinesi.
Tuttavia esso non ebbe diffusione in Europa fino agli anni ’60 e ’70 di questo secolo, quando entrò profondamente nel cuore delle persone a seguito dei “films di gongfu” del noto artista marziale Li Xiaolong Bruce Lee.
Gongfu è il nome popolare dato al Wushu nelle province di Guangdong e Gunagxi della Cina Meridionale, ma nella storia cinese non è mai stato un termine ufficiale d’uso comune.
Gongfu significa originariamente abilità, realizzazione. In cinese vi è un proverbio che dice: “ Zhiyou gongfu shen, tiechu mocheng zhen”, ossia “ solo con un profondo lavoro minuzioso si può macinare una sbarra di ferro fino a farla diventare un ago”, in altre parole “la perseveranza è la chiave del successo”.
[…] Chi studia il Wushu deve imparare a lavorare duramente e meticolosamente (gongfu), cioè deve allenare duramente gli esercizi fondamentali (jibengdong), incarnare bene l’essenza dell’abilità (gongdi), allenare bene la virtù dell’abilità (gongde) e la forza dell’abilità (gongli), ma la parola Gongfu non è mai stata un termine usato ampliamente.
Mi auguro con tutto il cuore di assistere ad un ampio utilizzo del termine Wushu, e che la tecnica e la teoria del Wushu servano profondamente ed ampiamente a migliorare la salute fisica ed il carattere morale di tutti i popoli.

Shaolin Wushu Anno 1, numero 1 – Gennaio 1992
Estratto da: Xu Cai – La funzione del temrine “Wushu”  (Wushu Mingci de shiyong)

Prefazione a Dizionario pratico delle arti marziali cinesi (zhongguo wushu shiyong daquan)
Traduzione di Fabio Smolariwww.serpentebianco.org


La diffusione del Wushu in occidente

I films d’azione girati ad Hong Kong, che iniziarono a circolare in  occidente all’inizio degli anni ’70, attirarono un vasto pubblico verso le arti marziali, ma a quei tempi la Cina versava in una difficile situazione politica ed economica che le impediva contatti diretti e proficui con l’occidente in campo sportivo.
Per questa ragione si diffusero prima le arti marziali proprie di altri paesi asiatici, come il Giappone e la Corea; nonostante ciò, siccome un gran numerosi persone continuava a cercare il “ Kung Fu” (nome improprio del Wushu, derivato dalla trascrizione della pronuncia di Gongfu), alcuni improvvisati insegnanti cinesi, provenienti soprattutto da Hong Kong e Taiwan, approdarono in Occidente; ma erano il più delle volte scarsamente preparati se non addirittura approfittatori della buona fede altrui.
D’altronde, essendo molto problematico il confronto diretto con la Cina, non esistevano validi criteri di paragone per stabilire la veridicità o meno delle affermazioni dei singoli individui, e l’unica documentazione
disponibile erano i films provenienti da Hong Kong, ma anche questi evidenziavano bagagli tecnici molto scarsi e lacunosi.
Nonostante questi aspetti le voci che ammantavano questo sport crebbero di continuo fino a quando, a partire dalla fine degli anni ’70, la Repubblica Popolare Cinese inviò una squadra di atletici Wushu in giro per il mondo in un tour di esibizioni, allo scopo di far conoscere all’occidente le vere arti marziali cinesi.
Le esibizioni toccarono anche l’Italia nel 1980 e nel 1982.
Con l’apertura della Cina all’occidente negli anni ’80, molti praticanti dell’allora discutibile kung fu, impressionati dalle dimostrazioni viste, si recarono personalmente bella Repubblica Popolare Cinese ad apprendere finalmente lo sport tanto agognato, che trasmisero a loro volta agli appassionati del proprio paese, contribuendo così alla sua divulgazione su scala mondiale.
Dalla metà degli anni ’80 le autorità cinesi, constatato l’enorme interesse che il Wushu andava suscitando in tutto il mondo, organizzarono corsi speciali per stranieri, e diedero l’opportunità ad atleti ed insegnanti
cinesi di recarsi all’estero per insegnare questo sport.
Seguirono poi una serie di pubblicazioni e filmati nelle principali lingue occidentali che facilitarono l’apprendimento e la diffusione del Wushu nel resto del mondo.

Shaolin Wushu Anno 1, numero 1 – Gennaio 1992
A cura della Società Sportiva Quanshu di Ferrara

Articoli riproposti e arrangiati da 羞龙 Xiu Long

 

VICINA, Associazione culturale sportiva

Benvenuti su www.vicina.org, lo spazio web di VICINA, associazione culturale sportiva fondata sa Tie Baozi – Alessandro Ferro e Xiu Long – Stefano Zamblera.

L’associazione VICINA è un progetto neonato, un’idea di Baozi (Alessandro Ferro) e Xiulong (Stefano Zamblera) dedicato allo studio, alla diffusione della lingua, dell’arte, della cultura Cinese ed orientale, all’espressione libera ed indipendente delle idee di quanti si dedichino all’approfondimento di tematiche storiche, linguistiche, artistiche, antropologiche, sociologiche, ecc…

VICINA è nata inoltre nell’idea di operare per la mediazione culturale tra la cultura cinese ed orientale e la cultura occidentale, in ogni esrpessione ed aspetto, per incentivare, catalizzare e diffondere uno spirito di maggior interazione sociale, di interscambio ad ogni piano umano.

VICINA è un flusso di pensieri che si concretizzano nell’associazionismo democratico e senza scopo di lucro, un flusso nato dalla sorgente del Wushu, patrimonio ed eredità storico-culturale del popolo cinese, a cui Tie Baozi e Xiulong si sono avvicinati da pochissimo tempo, grazie ai maestri Guangtou, Fabio Smolari, Riccardo Pattarino, Yang Hui, Li Yan Jun, Yang Li, Liu Jin PIng, Lucas Cristhopulos, ecc…

Lo studio della cultura cinese ed orientale ha ben presto portato l’associazione ad abbracciare rami disparati, come l’approfondimento della poesia birmana e del canone Pali grazie all’amicizia tra Xiulong e Dragan Janekovic, lo studio della cultura Naxi e della tradizione manoscritta pittografica Dongba, lo studio della storia della Cina, della storia della letteratura cinese e della letteratura moderna cinese, la ricerca antropologica sui modelli sociali matriarcali e matrilineari in Oriente ed in generale nella storia dell’umanità, la traduzione e la fruizione di documentazione ed opere letterarie disparate, lo studio e l’applicazione di mezzi informatici all’espressione, gestione, organizzazione e presentazione di corpora umanistici, attività nella quale è particolarmente significativo il progetto di codifica con standard TEI dei manoscritti della tradizione pittografica Dongba, ed alcuni esperimenti di codifica e di presentazione dell’evangelario di Kells sempre tramite linguaggio xml e standard TEI.

La pratica, lo studio e la diffusione del Wushu, con gestione di spazi e perpretando progetti scolastici ed interscolastici sarà uno degli obiettivi verso cui saranno conlfuite, avutone disponibilità, le risorse che alimenteranno VICINA, nell’ambizioso progetto di creare una sorta d’Istituto di cultura Cinese su territorio italiano che possa raccogliere, sviluppare e diffondere ogni forma ed espressione della cultura del Regno di Mezzo.